La nascita della medaglia-ritratto viene attribuita dalla maggior parte degli studiosi all’opera di Pisanello, che iniziò l’attività di medaglista approntando, nel 1438, una medaglia con l’effigie di Giovanni VIII Paleologo. Sull’argomento è stato scritto moltissimo, ma mi piace citare il grande studioso Francesco Panvini Rosati, che, nel suo studio dedicato alle Medaglie e Placchette italiane dal Rinascimento al XVIII secolo, osservava:

gli umanisti trassero il gusto per la moneta antica e l’ispirazione a creare la medaglia simile alla moneta per la forma ma diversa nella sua natura e nel fine. La medaglia quindi non solo nasce da una concezione artistica nuova ma è anche frutto di un particolare ambiente e di una civiltà nella quale le nuove concezioni che esaltano l’individuo, sia esso un principe, un condottiero o un letterato, creano un desiderio di gloria, che spinge gli uomini a tramandare in ogni modo il loro ricordo ai posteri anche mediante il piccolo disco di metallo recante la loro effigie[1].

Ogni occasione o evento importante poteva così essere memorizzato nell’immagine e nelle legende che la medaglia proponeva. In particolare evidenziamo che, in anticipo di qualche decennio sulla moneta, nella medaglia apparvero i ritratti “veri” dei committenti.

Grazie a questa sua funzione questa forma d’arte si diffuse rapidamente: gli Estensi ed i Gonzaga ne compresero per primi l’importanza, presto emulati da molti altri signori italiani e da alcuni dei loro più illustri collaboratori; nei secoli successivi grandi sovrani, uomini di potere di tutta Europa, dai dogi ai Savoia, dai romani pontefici a Napoleone, dai re francesi agli imperatori d’Austria e non solo, hanno visto nella medaglia uno strumento e un modo formidabili per rendere eterne e visibili le loro gesta e, per farlo, si sono affidati ai migliori creativi delle rispettive epoche.

L’uso di celebrare uomini ed eventi attraverso la medaglia è così giunto fino ai nostri giorni.

Il gruppo di 40 medaglie del XX secolo da me catalogate è rappresentativo della produzione italiana della prima metà del ‘900 e ne ripercorre l’evoluzione artistica dal Liberty, all’Art Déco, fino alla produzione degli Anni Trenta e Quaranta di chiara impronta “di regime”.

Mentre nei primi anni del Novecento la creatività italiana trasse spesso spunto dalla coeva produzione francese, a partire dalla fine della prima guerra mondiale, grazie alle capacità tecniche e creative innovative di alcuni grandi artisti, che interpretarono ed esaltarono la direttiva di regime che imponeva una impronta di chiaro stampo “romano”, maturò un percorso autonomo, diventando un punto di riferimento della produzione medaglistica internazionale. 

Andando ben oltre le formule codificate della commemorazione, placchette e medaglie non solo forniscono una visione molteplice e variegata della storia italiana, condizionata da ben due guerre mondiali, ma affidano alla memoria l’evoluzione politica sia della nazione che internazionale, raccontano aspetti della vita pubblica di personaggi “importanti” e “minori”, ricordano anniversari di enti e di eventi, celebrano manifestazioni culturali ed economiche locali.

Tra la fine del secolo XIX ed il principio del XX, tra gli artisti che meglio interpretarono le tendenze contemporanee figurano oltre a Egidio Boninsegna, apprezzato medaglista ancora nell’età fascista, Enrico Saroldi, Alfredo Sirletti, Luigi Giorgi e Gastone Picchiani, le cui opere sono presenti nelle civiche raccolte di Ferrara.

I fatti e i personaggi che animano questa prima sezione sono protagonisti della storia cittadina: Alessandro Guidi di Bagno, possidente e imprenditore agricolo, ricordato come presidente del consorzio di bonifica 2° circondario nel 1904 (inv. 51746) e Stefano Gatti Casazza, un tempo garibaldino e in seguito deputato del Regno d’Italia, a cui si dedica una medaglia nel 1910, ricorrendo il 50° anniversario della sua partecipazione alla Spedizione dei Mille (inv. 51751).

Un’altra medaglia commemorativa legata alla storia risorgimentale di Ferrara, presente in due esemplari (n.51749 e 51750 in argento), viene emessa nel 1903 e ci ricorda il 50° anniversario dell’uccisione di Giacomo Succi, Domenico Malagutti e Luigi Parmeggiani, eseguita il 16 marzo 1853 per mano dei soldati austriaci. Mentre Enrico Saroldi rende memoria dell’avvenuta pubblicazione del centesimo volume dell’opera “Italia Artistica” (inv. 51725) e Gastone Picchiani elabora un conio per la premiazione di manifestazioni ginniche (inv. 51768).

L’insigne e lunga carriera di Pietro Niccolini, che dominò la scena politica ferrarese per oltre quarant’anni e ricoprì importanti cariche nazionali, viene celebrata da Alfredo Sirletti per la sua elezione a deputato del Regno d’Italia nella XXII legislatura (1904/1909), da Luigi Giorgi per la sua conferma nella XXIII (1909/1913) e da Attilio Silvio Motti per la nomina, nel 1920, a senatore a vita. I mandati sono ricordati da tre medaglie, due d’oro ed una di bronzo, appese in una cornice di bronzo con sfondo in panno nero, riportante nella parte alta la data “18 NOVEMBRE 1935” (inv. 51739/1/2). Tale data coincide con quella di entrata in vigore delle sanzioni approvate dalla Società delle Nazioni contro l’Italia, conseguenti la guerra con l’Etiopia,  che diedero il via alla campagna “Oro alla Patria”; un mese dopo, il 18 dicembre, venne proclamata la “Giornata della fede”, in cui gli italiani diedero vita a una grande mobilitazione, per donare le proprie fedi nuziali e sostenere i costi della guerra.

Infine una medaglia in oro (inv. 51766) è dedicata al ferrarese Giuseppe Maciga, ingegnere idraulico, legato al settore della bonificazione, ricordato anche come  grande filantropo e storico locale; una lapide posta sotto il Volto del Cavallo ricorda che, nel 1926, egli donò al Comune di Ferrara le due statue che si affacciano sulla piazza della Cattedrale, in sostituzione delle originali, fuse in epoca napoleonica. Questa medaglia d’oro, con le legende incise, gli venne donata dai colleghi nel 1914, quando divenne ingegnere capo del II° Circondario (inv. 51766).

Nella produzione successiva alla Prima Guerra Mondiale si riverbera una volontà di rinnovamento dell’arte medaglistica, già presente nei lavori di Leonardo Bistolfi, Leonardo Rubino, Domenico Trentacoste, Giuseppe Romagnoli e ben visibile anche nella monetazione italiana, che in questi anni aveva raggiunto una elevata bellezza e perfezione tecnica, complice, probabilmente, la passione numismatica del re Vittorio Emanuele III.

Questo rinnovamento si afferma compiutamente con la fine della fase bellica e culmina con le opere elaborate durante il ventennio fascista, quando la medaglia è tenuta in grande considerazione dal regime quale mezzo di affermazione del potere e di propaganda. Spesso le medaglie di questo periodo sono caratterizzate da impronte vigorose e profonde e da diametri e spessori importanti che trasmettono il “messaggio” in modo fermo e deciso.

Nella collezione figurano alcuni tra gli artisti che meglio sanno infondere la propria personalità e contemporaneamente trasmettere e tradurre nelle singole medaglie, con una propria visione, i messaggi della committenza, grazie anche alla tecnica dei maestri incisori che ne riproducono i modelli; tra questi va fatta menzione di Bruno Boari, Pietro Giampaoli, Publio Morbiducci, Enzo Nenci, Filippo Sgarlata, Giuseppe Romagnoli ed Egidio Boninsegna, tra tutti il più rappresentato.

Emergono per numero e qualità le medaglie del ventennio fascista, in gran parte dedicate ad uno dei suoi esponenti più noti, il ferrarese Italo Balbo[2].

La prima in ordine di tempo è una creazione modellata da Egidio Boninsegna caratterizzata da un ritratto giovanile di Mussolini (n.51712) attorniato da due fasci littori repubblicani e da rami d’alloro.

La seconda, di pregevole stile e con ampio uso di elementi floreali, non ha dedica, ma come si evince dalla legenda era destinata ai quattro quadrumviri, Balbo, De Vecchi, De Bono e Bianchi, che presero parte alla “Marcia su Roma” (n.51734).

A questa fa seguito la medaglia portativa del 1923 (n. 51732), con attacco a staffa per il nastrino, che presenta sul dritto la lupa capitolina che allatta i gemelli Romolo e Remo e, nel campo del rovescio, un fascio primogenito di pregevole fattura incisoria che si sovrappone a un ramo d’alloro e, sotto, una stella fra due punti. Circolarmente lungo il bordo la scritta “PER L’ITALIA ORA E SEMPRE”, motto d’ispirazione mazziniana ripreso dal Fascismo, che si ritrova anche su un’altra medaglia della ditta Johnson commemorativa delle campagne fasciste 1919-1922

Di ambito più strettamente locale segnaliamo la presenza di due creazioni legate al mondo economico.  

La prima (n. 51745), del 1938, modellata con grande maestria da Egidio Boninsegna, ricorda i 100 anni di vita della cassa di Risparmio di Ferrara e riporta, su un lato, una vigorosa veduta dello scalone di ingresso della sede centrale.

La seconda, presente in due formati (piccola e con appiccagnolo, n.51729 e grande, n.51721), ideata da Enzo Nenci, commemora, con ampio ricorso a figure e legende di “regime”, la mostra delle attività di Ferrara fascista, tenutasi nel ventennale della fondazione dei fasci.

Il susseguirsi di incarichi politici e di imprese ardite che segnano la vita di Italo Balbo, dalla sua designazione tra i quadrumviri in avanti, si riflette nella civica raccolta.

In particolare sono presenti alcune delle molte medaglie coniate a commemorazione delle grandi crociere aeree che Balbo organizzò e portò a compimento tra il 1928 ed il 1933, due attraverso il mediterraneo e due attraverso l’atlantico, che esercitarono sull’opinione pubblica un grande impatto sia per l’arditezza delle imprese, sia per la lunghezza dei percorsi, sia per la cura coreografica.

La crociera atlantica del sud America (17 dicembre 1930 – 15 gennaio 1931) è ricordata da una medaglia (n.51730) coniata dalla ditta Lorioli & Castelli raffigurante al dritto una planimetria del tragitto ed al rovescio tre idrovolanti in volo verso sinistra sorvolanti alcune onde stilizzate.

Quella successiva del decennale (1° luglio – 12 agosto 1933) è ricordata dalla medaglia (l’esemplare n. 51717, in bronzo, di mm. 60 e l’esemplare n. 51727 in argento con appiccagnolo, di mm. 30) dell’artista Publio Morbiducci coniata con fondo opaco e raffigurante, sul rovescio, una serie di aerei che, in circolo, rappresentano il tragitto percorso con partenza dall’Italia, rappresentata da monumenti romani, passaggio per i territori nordici, rappresentati da un orso polare, ed arrivo negli Stati Uniti, rappresentati da grattacieli. Al dritto una effige femminile stilizzata turrita e con stella in alto, raffigurante l’Italia. 

L’attività di Balbo in ambito culturale, culminata nelle celebrazioni ariostesche, che durarono ben cinque anni, dal 1928 al 1933, e furono caratterizzate da un importante convegno di studi sull’Ariosto, da una grande mostra sulla pittura ferrarese e da manifestazione sportive, è commemorata da due pezzi dedicati al “Torneo Ariostesco” organizzato dall’accademia d’armi Italo Balbo (nn. 51726 e 51728). Il dritto di queste medaglie è ripreso dal rovescio di un’altra medaglia celebrativa di Ludovico Ariosto, e riporta, in forte rilievo e vigorosa modellatura, un guerriero su cavallo impennato, andante verso destra, in procinto di calare un fendete a un avversario che lo assale.

Come è noto, il 28 giugno 1940, l’aereo di Italo Balbo venne abbattuto nel cielo di Tobruch. Erano a bordo, tra gli altri, il giornalista Nello Quilici, e il nipote Lino; tutti i componenti dell’equipaggio morirono. L’anno successivo venne emessa a ricordo della tragedia una bellissima medaglia in due versioni (n. 51714 di mm. 70 e n.51731 di mm.32 con appiccagnolo), modellata ancora una volta da Publio Morbiducci: riporta al dritto l’effige a testa nuda di Balbo volta verso destra e, al rovescio, un guerriero nudo, in volo su Pegaso, con braccio sinistro teso verso l’alto che punta verso il cielo una insegna romana; in basso, sovrastanti il globo terreste, un fulmine con fuoco e fumo.

Ad esemplificazione del complesso catalogato, si propongono di seguito le schede sintetiche di alcune medaglie particolarmente pregevoli ed interessanti per la storia cittadina.

 

1 – Medaglia dedicata a Stefano Gatti Casazza nel 50° della Spedizione dei Mille, 1910

Bronzo argentato, coniata, mm.43. Splendida. Inv. 51751.
D/ Anepigrafe.
Veduta del castello di Ferrara con il sole sorgente sullo sfondo.
R/ Nel campo, su dieci righe: NEL CINQUATENARIO / DELLA SPEDIZIONE DEI MILLE / AL COMMENDATORE / STEFANO GATTI CASAZZA / PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE / DI FERRARA / CON PATRIOTTICA COMPIACENZA / CON PLAUSO AFFETTUOSO / I COLLEGHI / MCMX

2 – Medaglia per la nomina di Giuseppe Maciga a ingegnere capo del II° circondario, 1914

Oro, conio e incisione, mm.35, appiccagnolo e anellino. Fior di conio. Inv. 51766.
D/ Rami di alloro e quercia fanno da cornice a targa rettangolare recante inciso: OGNI MANO / LAVORI / A ONORARE / IL MONDO
R/ Su nove righe, in incuso: A / GIVSEPPE MACIGA / NEL DI XXI SETTEMBRE 1914 / NOMINATO INGEGNERE CAPO / DEL II° CIRCONDARIO / I COMPONENTI L’UFFICIO TECNICO / LIETAMENTE AFFETTUOSAMENTE

3 – Medaglia dedicata da Ferrara ai reduci della guerra di Libia, 1911-12

Argento, mm. 28, con appiccagnolo e anellino.  Fior di conio. Inv. 51769.
D/ L’Italia turrita, con scudo Savoia in petto, in piedi, rivolta a sinistra, con le braccia alzate, tiene rami di palma e di alloro; sullo sfondo alla sinistra, un soldato ed un marinaio in divisa con fucile e bandiera; alla destra, la costa libica; nel giro a sinistra, in incuso: S.J.;
sulla targhetta alla base del tondello, in incuso: 1911 – 1912
R/ FERR-ARA / AI SVOI – FIGLI / RED-VCI / DALLA-LIBIA
La legenda nel campo è sovrapposta ad una stella raggiante a cinque punte ed è interrotta da un albero di palma in primo piano; sulla targhetta, in incuso: S. JOHNSON

4 – Medaglia ritratto di Benito Mussolini
Egidio Boninsegna, 1922

Bronzo dorato, mm.65, splendida. Inv. 51712
D/ Busto in abiti civili volto a destra. Sullo sfondo ornamenti floreali e fasci littori.
Nel giro, alla sinistra: E.BONINSEGNA.MOD. Z.INC.; alla destra: LORIOLI & CASTELLI . MILANO 
R/ Su undici righe: A / BENITO MVSSOLINI / L’ANIMATORE IL DVCE / IL PRINCIPE / ONDE IL FASCISMO / CORONO’ / IL TRIONFO D’ITALIA / linea / ٠XXVII٠OTTOBRE٠ / ٠I٠NOVEMBRE٠ / ٠MCMXXII٠
Bibliografia: G. Casolari, 25 anni di storia – medaglie e decorazioni mussoliniane, Rimini 1996, I/6.

5 – Placchetta per la XXVII legislatura del Regno d’Italia
Egidio Boninsegna, 1924

Metallo argentato, mm.52×71, fior di conio. Inv. 51736.
D/ In alto, su due righe: PRO ITALICO IMPERIO / ornamento JVSTITIA – VIRTVTE – HIERATCHIA;
In basso:  VNGVIBVS ET ROSTRIS
Scena allegorica con figure in piedi e genuflesse festanti, con esposizione di fasci, vittoria alata ed altri simboli della romanità.  In calci, ai lati: E.BONINSEGNA. FL (in nesso).INC – F.M.LORIOLI E CASTELLI -MILANO
R/ Nel campo su sette righe: ROMA / XXIV MAGGIO . / . MCMXXIV . / XXVII / LEGISLATVRA / BENITO – MVSSOLINI / DVCE
A pieno campo: fascio littorio sovrastato dalla legenda e da rami di alloro
Bibliografia: G.Casolari, 25 anni di storia – medaglie e decorazioni mussoliniane, Rimini 1996, II /14.

6 – Medaglia a ricordo della Prima adunata professionisti e artisti di Roma
Thayaht, 1932

Bronzo, mm.50, fior di conio, inv. 51718.
D/ Effige stilizzata del Duce, rivolta a sinistra, che sovrasta fascio littorio formato da semplici linee.
Nel giro: PRIMA ADUNATA PROFESSION – ISTI E ARTISTI
Sotto la scure, su due righe: THAYAHT. / 1932
R/ mano destra distesa in saluto romano verso una stella a cinque punte, su sfondo formato da linee.
Nel giro superiore: ROMA ANNO DECIM
Bibliografia: G.Casolari, 25 anni di storia – medaglie e decorazioni mussoliniane, Rimini 1996, X/ 96

7 – Medaglia per la Mostra delle attività di Ferrara fascista, nel ventennale della fondazione dei Fasci
Enzo Nenci, 1939

Bronzo, mm.50, fior di conio
D/ Nel campo, entro corona formata da spighe di grano, gruppo di persone attraversa una grande “M” formata da archi di mattoni. Sulla destra si vedono fabbricati industriali.  In calce: AGLI ORDINI DEL DVCE / SI RAGGIVNGONO TVTTE / LE METE 
Sulla sinistra, in basso: S.A. PAGANI
R/ Cavaliere su cavallo impennato alza il braccio sinistro. Sullo sfondo, un allineamento di stabilimenti industriali.
Nel giro, in alto: MOSTRA DELLE ATTIVITA’ DI FERRARA FASCISTA;
In calce: NEL VENTENNALE / DELLA FONDAZIONE / DEI FASCI 
Bibliografia: G. Casolari, 25 anni di storia – medaglie e decorazioni mussoliniane, Rimini 1996, XIX – 49; L. Caramel, Enzo Nenci 1932-1972 retrospettiva, Mantova 2003, pp. 117-120 (con errata attribuzione della produzione allo stabilimento Johnson di Milano).    

8 – Medaglia commemorativa della Crociera aerea del decennale della Regia Aeronautica
Publio Morbiducci, 1933

Bronzo, mm.60, splendida, Inv. 51717.
D/ Nel giro: CROCIERA AEREA DEL DECENNALE
In basso: ROMA – CHICAGO NEW – YORK – ROMA
Effige femminile volta verso sinistra; in alto, stella; in basso, onde marine.
Sotto il collo: P. MORBIDVCCI
R/ Al centro: REDIT ITALIA / PER AETHERA / MVSSOLNI DVCE / BALBO / DVCTORE;
In calce:٠MCMXXXIII٠XI٠
Nel giro, una serie di aerei volano in circolo. Il loro tragitto è rappresentato da monumenti romani (la partenza dall’Italia), un orso polare (i territori nordici), un gruppo di grattaceli (l’arrivo negli Stati Uniti).
Bibliografia: G. Casolari, 25 anni di storia – medaglie e decorazioni mussoliniane, Rimini 1996, XI – 15; R. Bruni, Italo Balbo – Una vita raccontata dalle medaglie, RSM 2002, 17

9 – Medaglia per il primo anniversario della morte di Italo Balbo
Publio Morbiducci, 1941

Bronzo patinato scuro, mm.70, fior di conio. Inv. 51714
D/ Al centro: ITALO – BALBO; nel giro superiore: ∆ QVADRVMVIRO DELLA RIVOLVZIONE ∆; nel giro inferiore: ∆MARESCIALLO DELL’ARIA∆. Sotto il busto: P.MORBI / DVCCI
Effige di Balbo a testa nuda, volto verso destra.
R/ Guerriero, in volo su Pegaso, con braccio sinistro teso verso l’alto, tiene una insegna legionaria; in basso, saetta, ala e proiettile che esplode; dietro, globo terrestre.
Nel giro sulla destra: F.M.LORIOLI – MILANO.ROMA.  Sul globo: 28 GIVGNO / XIX°
Bibliografia: G. Casolari, 25 anni di storia – medaglie e decorazioni mussoliniane, Rimini 1996, XIX – 59; R. Bruni, Italo Balbo – Una vita raccontata dalle medaglie, RSM 2002, 50.

Note

[1] F. Panvini Rosati, Medaglie e placchette italiane dal Rinascimento al XVIII secolo, Roma 1968.

[2] Per i dati biografici e la produzione medaglistica dedicata a Italo Balbo: R. Bruni, Italo Balbo – Una vita raccontata dalle medaglie. RSM 2002.

Pubblicato su “MuseoinVita” | 7-8 | 2018

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