Dopo aver brevemente illustrato nel numero precedente gli interventi pregressi operati sulla sezione romana del medagliere[1], il quadro degli studi sulla collezione numismatica viene ora ampliato, ripercorrendo i principali momenti espositivi e le pubblicazioni relativi alla Collezione Medaglie, aggiungendo anche qualche informazione sui progetti in corso.

La raccolta è stimabile attorno ai 2000 esemplari. Un inventario patrimoniale del Civico Museo,  esteso durante la direzione di Gualtiero Medri e datato 1935, elenca gli esemplari della collezione suddivisi in gruppi – per autore, per categoria o cronologia – e ne indica la collocazione nelle sale del  piano nobile di Palazzo Schifanoia. Apprendiamo così che all’epoca erano esposte nella Sala degli Stucchi le fusioni di Pisanello, Matteo de’ Pasti e molti altri esemplari genericamente definiti “rinascimentali”, le medaglie del Risorgimento, della Grande Guerra e del Fascismo e le medaglie italiane, raggruppate per città; a completamento del percorso, le medaglie ferraresi erano esposte nella adiacente Sala delle Imprese, ove si custodivano anche in alcuni stipi le medaglie pontificie.

L’intero patrimonio numismatico, sconvolto durante gli eventi bellici e nel dopoguerra più volte spostato, è stato infine alloggiato in un grande armadio da sagrestia, ove ancora si conserva. In questi passaggi l’ordinamento originale della collezione medaglie è purtroppo  andato perduto e molti dei materiali si sono mescolati; si è reso  perciò necessario un nuovo censimento, che ha preso l’avvio alla fine degli anni Novanta ed è tuttora in corso.

Ad oggi sono stati ordinati e inventariati  670 pezzi, che abbracciano un excursus di cinque secoli e sono state redatte oltre 200 schede catalografiche, atte a fornire informazioni di base precise sia a fini amministrativi che scientifici. Tale complesso documentale  restituisce una solida ed eloquente testimonianza della qualità e dei contenuti  delle principali sezioni costitutive del Medagliere.

Fig. 1 – Sperandio Savelli (1425 – 1504), Medaglia per il matrimonio di Ercole I d’Este ed Eleonora d’Aragona, 1473, Dritto.

Dopo una prima fase di inventariazione, la catalogazione è stata eseguita per massima parte grazie al coinvolgimento di alcuni studenti del corso di Numismatica della Facoltà di Lettere di Ferrara, ai quali sono state assegnate tesi di laurea su specifiche tematiche di medaglistica, da svilupparsi sulla base di esemplificazioni concrete tratte dalla civica collezione. [2]  In primis sono stati schedati 65 esemplari di età rinascimentale, scelti tra i capolavori di Pisanello, Sperandio, Matteo de Pasti  e tra le creazioni dei principali maestri chiamati a ritrarre la dinastia degli Este a partire dal Marchese Leonello ( 1441-1450) fino all’ultimo duca di Ferrara, Alfonso II (1559-1597); il lavoro, oltre a fornire una prima schedatura dei pezzi secondo moderni criteri catalografici,  aveva lo scopo di ricostruire, quando possibile, anche le vicende della loro acquisizione. A tal fine sono stati messi a confronto per la prima volta gli inventari storici del medagliere civico, conservati presso l’archivio dei Musei di arte antica; l’esame comparato di questi manoscritti ha fornito indicazioni sull’ingresso di varie medaglie e ha permesso l’identificazione di numerosi esemplari della settecentesca collezione di don Vincenzo Bellini, la cui acquisizione segna la fondazione del Museo pubblico nel 1758. La ricerca ha gettato dunque le basi metodologiche per procedere nella identificazione dei diversi nuclei che, sedimentandosi nel corso di due secoli, hanno concorso alla formazione  del civico medagliere.

Con una tesi dedicata agli aspetti caratteristici della medaglia romana di età barocca si è poi affrontato il riordino delle ricca serie dei pontefici; nell’ambito dei  51 esemplari esaminati, da Alessandro VII ( 1655-1667) a Benedetto XIII  (1724-1730), si segnalano opere dei maggiori artisti  attivi presso la corte papale:  Gaspare Morone, Francesco Travani, Girolamo Lucenti, Ferdinand de Saint Urbain, Froancois Cheron, Giovanni Hamerani. Di seguito, una ricerca orientata sulle innovazioni tecniche introdotte nella produzione medaglistica tra fine XVIII e XX secolo ha prodotto ulteriori 63 schede di catalogo, relative a medaglie pontificie in gran parte concepite da celebri incisori, quali Mercadetti, Girometti, e Cerbara.

Dopo un intervallo di parecchi anni, la schedatura della sezione medaglistica è stata riattivata nel 2018, prendendo in esame una campionatura di 61 medaglie, particolarmente legate all’ambiente ferrarese, realizzate tra 1840 e 1933; il lavoro è stato condotto seguendo i criteri di compilazione SICAPweb, una tecnologia software per la catalogazione, gestione  e visibilità di beni storico-artistici, che garantisce lo standard ICCD del Ministero per i Beni Culturali. Tale operazione, di carattere sperimentale, si inserisce in un programma più ampio con cui ci si prefigge di informatizzare e rendere progressivamente consultabili in rete le opere delle diverse collezioni conservate presso i Musei di Arte Antica.

Quest’ ultimo lotto di schede è stato esteso da Renzo Bruni, cultore di numismatica moderna e storia locale; qui di seguito l’autore  presenta  una disamina sui pezzi più interessanti  del XX secolo, vividi testimoni di persone e circostanze che hanno segnato la storia cittadina nel periodo tra le due guerre.

Per completezza accenniamo ai principali eventi espositivi, che negli ultimi decenni hanno coinvolto le medaglie ferraresi in varie prestigiose sedi in Italia e all’estero. Le creazioni pisanelliane per Leonello d’Este e le splendide medaglie con ritratto di Borso di scuola ferrarese, grazie alla eccezionale qualità artistica e all’eccellente stato di conservazione, hanno assolto un ruolo di primo piano in varie mostre di respiro internazionale quali Arte e cultura intorno al 1492, organizzata a Siviglia per l’EXPO del 1992, Un rinascimento singolare. La corte degli Este a Ferrara, inaugurata a Bruxelles nel 2003 e poi trasferita al Castello Estense di Ferrara, Cosmè tura e Francesco del Cossa. L’arte a Ferrara nell’età di Borso d’Este, allestita a Ferrara in Palazzo dei Diamanti tra 2007-2008, e da ultimo Gesichter der Reinassance- Masterpieces of italian portraiture, del 2011-12 con doppia sede al Bode Museum di Berlino ed al Metropolitan di New York[3].

Esemplari diversi di particolare significato simbolico o valore documentario sono stati inoltre  presentati in esposizioni dedicate ad argomenti storico-culturali diversi: dalla vita di Lucrezia Borgia alla devoluzione del ducato di Ferrara alla santa Sede nel 1598, dalla composizione del civico patrimonio dei musei ferraresi fino alle opere di bonificazione che hanno segnato nei secoli il nostro territorio[4].

Fig. 2 – Sperandio Savelli (1425 – 1504), Medaglia con ritratto di Sigismondo d’Este, Rovescio.

Per quanto riguarda il futuro dobbiamo far menzione dell’importante progetto che i Musei di Arte Antica stanno elaborando per il nuovo percorso espositivo di palazzo Schifanoia, da realizzarsi a conclusione del  cospicuo intervento di restauro attivato a seguito del sisma del 2012.  Nell’ambito dell’articolato allestimento del ricco patrimonio civico, si prevede di esporre nelle sale del piano nobile, accanto alle serie della monetazione estense e pontificia di Ferrara ed agli strumenti di zecca, una considerevole selezione di medaglie dal Rinascimento all’Età moderna. Il complesso di questi preziosi materiali, con i ritratti dei principi e la rappresentazione del loro mondo ideale,  concorrerà a restituire al visitatore una vivida immagine dell’età estense insieme ai celebri apparati affrescati del piano nobile ed alle altre prestigiose opere rinascimentali che in questi ambienti verranno esposte. Anche gli anni della dominazione pontificia successivi alla devoluzione del 1598 troveranno ampia illustrazione nella sezione che, oltre a documentare attraverso le medaglie gli eventi fondamentali di questa fase storica, potrà anche dare ragione degli aspetti tecnici della realizzazione delle medaglie, dapprima fuse e poi coniate come la moneta.  Tale percorso potrà altresì concorrere in modo sostanziale a  chiarire le linee fondamentali del processo di formazione e sedimentazione delle collezione civiche nel corso dei secoli XVIII-XX, dall’ acquisto nel 1758 della collezione numismatica di Vincenzo Bellini, primo direttore del Museo Patrio, fino alle donazioni degli ultimi anni.

Come primo risultato del recupero museale di palazzo Schifanoia, si intende aprire a breve nella cosiddetta “Ala Trecentesca” un modulo espositivo dedicato alla scultura rinascimentale; per questa sezione si sono scelti una ventina di esemplari di particolare pregio formale, posti a dialogare con importanti opere marmoree quali il celebre busto di Ercole I d’Este, opera dello scultore e medaglista Sperandio Savelli, ed il sarcofago di Prisciano Prisciani (1473 ca.), un’opera insigne, di problematica attribuzione, resa preziosa da una raffinata decorazione a bassissimo rilievo che trova suggestivi confronti con l’arte medaglistica coeva.

 

Note

[1] Per il lavoro di catalogazione del 2018, si veda l’intervento di F. Aqui, Tipologia imperiale tra Galba (68-69 d.C.) e Tito (79-81 d.C.) nelle civiche collezioni di Ferrara.

[2] Università degli studi di Ferrara, Facoltà di lettere e filosofia. Corso di laurea in lettere Moderne, relatore Prof. Maria Teresa Gulinelli: Medaglie rinascimentali del civico medagliere di Schifanoia, laureanda Giovanna Pizzo, A.A. 2002-2003; Medaglie pontificie  nella civica collezione di Ferrara, secoli XVII e XVIII, laureanda Cinzia Zanni, A.A. 2006-2007; La medaglia d’arte nel secolo XIX. La serie dei Pontefici nella civica collezione numismatica di Ferrara, laureanda Stefania Cavallari, A.A. 2007-2008.

[3] Schede sintetiche e fotografie dei pezzi ferraresi si trovano in: Arte e cultura intorno al 1492, Siviglia e Milano 1992, pp.155, 157; Un Rinascimento singolare. La corte degli Este a Ferrara,a cura di J. Bentini e G. Agostini, Milano 2003, pp. 103-105 ; Cosmè Tura e Francesco del Cossa. L’arte a Ferrara nell’età di Borso d’Este, a cura di M. Natale, Ferrara 2007, pp. 197,201,203; Masterpieces of italian portraiture from  Donatello to Bellini, New York 2011.

[4] M.T. Gulinelli, Ferrara, Musei Civici di Arte Antica ,Medaglie Estensi: schede di catalogo I.3.2, I.3.3, I.3.4., I.3.5, I.3.8., in L’Italia dei cento musei, Roma 2000, pp.46-49, 89; Eadem, La bonifica nelle medaglie ferraresi, in Terre ed acqua. Le bonifiche ferraresi nel delta del Po, Ferrara 1989, pp. 99- 100; Eadem, Scuola mantovana, Medaglie di Alfonso I e Lucrezia, medaglia dell’Amorino bendato, schede 39-40, in Lucrezia Borgia, a cura di Laura Laureati, Ferrara 2002, pp. 196-199; Eadem, Monetazione Pontificia e circolazione a Ferrara tra signoria e legazione. Papa paolo V nella civica collezione del Museo Schifanoia, a cura di M.T. Gulinelli e R. Bruni, Vicenza 2006, pp. 16-21.

Pubblicato su “MuseoinVita” | 7-8 | 2018

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